''Edoardo Stoppa, il fratello degli animali.. COTTI!!''

Gli Italiani che si dichiaravano vegetariani animalisti nel 2011 erano quasi il 3%, nel 2012 scendono a meno dell’1%. Lo rileva Eurispes.

Forse la crisi aumenta il buonsenso! Nel 2011 Eurispes  rilevava gia’ che solo “il 6,3% della popolazione aveva eliminato dalla propria dieta carne e pesce” e che solo meno della meta’ di questa percentuale (il 44%) l’aveva fatto per ideologie animaliste, e oggi rileva che sia ulteriormente “in calo la quota di connazionali che si dichiarano vegetariani (3,1%)” e che solo il 29,5% di loro sia spinta “da un forte rispetto per gli animali, contro il loro sfruttamento da parte dell’uomo”. Se la matematica non e’ un’opinione: i vegetariani animalisti scendono cosi’, in un anno, dal 2,77% a meno dell’1% degli Italiani.

Rimangono alti, conferma sempre Eurispes, l’affetto (51,3%) e il rispetto (35,9%) nei confronti degli amici a 4 zampe. Gia’ nel 2011 “per l’87,2 % degli italiani, quello nei confronti degli animali era un sentimento positivo”, ma appare sempre piu’ condivisa e radicata l’idea che si possa amare o rispettare gli animali anche usufruendo (non abusando) di loro, ovvero l’idea, da sempre sostenuta da FederFauna, che il benessere animale deve essere funzionale al benessere dell’Uomo e non contrapposto ad esso.

Certo, rimane alta la percentuale degli Italiani non favorevoli alla caccia, ma e’ normale in un Paese in cui la stragrande maggioranza della popolazione nemmeno conosce le peculiarita’ dell’attività venatoria, cosi’ come e’ normale che l’86,3% degli Italiani dica no alla vivisezione, visto che fortunatamente solo una piccola percentuale di loro necessita per sopravvivere di cure o farmaci testati sugli animali. Le proteste di questi giorni, contro le liberalizzazioni, danno un’idea abbastanza chiara di come molti Italiani siano spesso “attenti solo al proprio giardinetto” e disposti al sacrificio, purche’ a sacrificare siano gli altri…

Ma non e’ solo l’aumentato numero di persone che dichiarano di mangiarsi gli animali o prodotti da essi derivati, ad indicare che in Italia e’ finita un’epoca. Gia’ dal 2010, e’ aumentato (+16%) il valore del consumo di pellicceria, sempre piu’ spesso i circhi tradizionali (con animali) registrano il tutto esaurito agli spettacoli, il mercato degli animali vivi sembra essere tutt’altro che in crisi (anche se, ahime’, una parte consistente di esso pare essersi spostato nell’ambito dell’illegalita’), Massimiliano Rocco del Wwf ha recentemente dichiarato, per i rettili, che vietarne il commercio produrrebbe effetti opposti alla loro tutela e che l’unica soluzione e’ di spostare il mercato verso l’utilizzo di animali allevati, l’Enpa, con il bilancio consuntivo 2010, ammette di aver perso oltre il 50% dei propri soci, anche se mantiene ottime entrate in termini di denaro.

Ora, speriamo che il Parlamento possa renderci una legge elettorale che consenta ai Cittadini di esprimere liberamente le proprie preferenze per il candidato, e finalmente potremo quantificare il reale consenso che risquotono le varie Brambilla, Martini, Giammanco, ecc.

Quando Il 9 marzo 2010 scesero in piazza a Roma oltre 50mila persone a manifestare per la difesa e la promozione della Cultura Rurale, FederFauna scrisse: e’ nata una nuova era, e’ l’inizio della fine dei “finti buoni”.  Ed effettivamente, anche se gli animalisti continuano a disporre di bilanci d’oro e potere a livello politico e mediatico, dati oggettivi sembrano indicare per loro l’avvio al tramonto. Largo quindi ai veri amanti degli animali. Sara’ un bene sia per chi ha 4 zampe che per chi ha 2 gambe!…”

 

Tratto da: Federfauna

Fonte foto: Facebook

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