Ogni capriolo, a prima vista, sembra uguale ad altri mille, ma ogni capriolo se lo osserviamo bene è spesso unico e particolare. Appennino – zona di Sasso Marconi (BO): da un paio di uscite mi sembra di aver notato un giovane maschio con un musetto decisamente scuro, ma complici la distanza e la sua posizione, non ne sono del tutto convinto. Incuriosito, la mattina del 16 luglio 2011, mi apposto poco lontano da dove l’avevo visto sparire nei giorni precedenti. Il folletto non si fa attendere e, poco dopo l’arrivo dell’alba, eccolo sbucare al pulito sulla stoppia! A tu per tu, restiamo immobili entrambi per qualche istante.
Ascolta ogni click della mia macchina fotografica, lo posso vedere finalmente per bene, mentre si specchia attento nelle lenti del teleobiettivo!
Da vicino si nota, in effetti, che il pelo della testa è praticamente nero ed anche il collo, che via-via sfuma fino al tipico rosso, scendendo, presenta una colorazione davvero particolare.
Pure il sottopelo del tronco, che solo si intravede, è davvero scuro sino ai fianchi. Proseguendo verso gli arti inferiori il manto si schiarisce in modo uniforme diventando praticamente normale. Di cosa si tratta? Una forma di melanismo “parziale”, una mia immaginazione o più semplicemente una maschera facciale più marcata del solito? In effetti a vantaggio di questa ultima e più semplice interpretazione, si può vedere, che il pelo attorno agli occhi e quello all’interno delle orecchie non è neroviolaceo come dovrebbe essere nei soggetti melanici, ma più chiaro.
Nel daino, ad esempio, sono molti diffusi, gli esemplari con il manto scuro, tanto che questa è considerata una vera e propria varietà del mantello, così come sappiamo che non sono mancate in passato altre testimonianze di ungulati (caprioli, camosci, stambecchi) completamente bianchi (ma non albini) e che, alcuni di questi, negli anni a venire, hanno mutato nuovamente il loro manto e sono tornati ad essere uguali agli altri.
In Provincia di Trento si sta assistendo proprio in questi mesi ad un caso di un orso molto-molto chiaro già ribattezzato da tutti “L’orso bianco”, allo stesso modo in Appennino siamo tra i pochi a conservare i geni che generano costantemente esemplari di lupo completamente neri. Nel capriolo tuttavia, il melanismo è abbastanza raro. E’ risaputo che ci sono zone d’Europa dove ne esiste qualche nucleo ed anche zone del centro Italia dove questi incontri sono un po’ più frequenti. Ad ogni modo, da quanto mi risulta, nella zona del Bolognese non ci sono state altre segnalazioni recenti in questo senso. Viva “Testanera” allora e guai a chi lo tocca!

Stefano Franceschetti

Tratto da: Stefanofranceschetti.com

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