(ANSA) – ROMA, 3 FEB – Il mondo venatorio puo’ contribuire a risolvere la crisi dell’Italia, ma per farlo occorre uscire dal «clima di scontro frontale» e iniziare a «produrre benessere ambientale per le nostre campagne». Lo afferma il presidente nazionale di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, che chiede un intervento del ministro delle Politiche agricole Mario Catania.
«Occorre che il lavoro svolto dagli Ambiti territoriali di caccia venga finalizzato ai ripristini ambientali e alla produzione di fauna sul territorio», dice Veneziano all’ANSA.
«Il ministro Catania deve convocare il Comitato tecnico faunistico venatorio istituito presso il suo ministero – dove sono presenti gli ambientalisti, i cacciatori, gli agricoltori e le Regioni – e deve porre il tema dell’investimento nel Pil venatorio, cio’ fare in modo che gli oltre 300 Ambiti presenti in Italia investano le risorse sui propri territori».
« tempo che la gestione sociale si realizzi, che gli Ambiti venatori assolvano a quella funzione ‘bene-profit’ che la legge affida loro: produrre benessere faunistico ambientale per le nostre campagne», sottolinea Veneziano.
«Facendo nascere i fagiani ad Alessandria invece di importarli dalla Romania, ad esempio, si mantiene la ricchezza all’interno del Paese, si danno risorse agli agricoltori e si arricchisce il paesaggio».
Le ricadute, spiega, sono anche sul settore turistico, perche’ «se un turista incontra lepri, caprioli e fagiani durante una passeggiata o un’escursione in mountain bike, non puo’ che esserne felice».

Tratto da: ilcacciatore.com

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