L’atto resta in vigore perché “rispetta pienamente le norme, è necessario per proseguire il piano di prelievo stabilito che non danneggia in alcun modo la consistenza delle popolazioni di daini e caprioli da anni stabili o in crescita, è analogo a quelli già adottati in passato e che il Tar Liguria, di fronte a un ricorso del Wwf e della Lac ha considerato ‘esente dai vizi sostenuti’ e ‘corretta applicazione della norma in questione’ con l’ordinanza del 17 febbraio 2011”.

Piero Fossati lo ha detto in Consiglio Provinciale rispondendo ad Angelo Spanò dei Verdi che sulla determinazione dirigenziale adottata lo scorso 30 gennaio che autorizza il ‘prelievo di cervidi anche su terreno coperto di neve’ ha chiesto di “congelare il provvedimento adottato dal dirigente della Provincia su richiesta degli Atc.”

Il consigliere a sostegno del suo intervento ha citato “l’articolo 21 della legge 157/92 che consente la deroga venatoria su terreno parzialemente innevato solo nelle zone alpine e non è certo il caso del nostro territorio. Sulla neve gli animali sono più vulnerabili, lasciano tracce evidenti, hanno più difficoltà negli spostamenti, nella fuga e ad alimentarsi. E sospendere il provvedimento sarebbe importante anche per la sicurezza dei cacciatori, perché eviterebbe loro di doversi avventurare in zone ricoperte di ghiaccio.”

Fossati ha ricordato “che l’atto richiama la facoltà di deroga prevista dalla legge regionale 29 del 1994 all’articolo 47 rispetto al divieto di caccia sulla neve stabilito dalla legge nazionale 157. La caccia di selezione, anche su un terreno innevato, non causa alcun danno a queste specie, mentre la sospensione venatoria per la neve potrebbe provocare uno squilibrio nei prelievi conservativi stabiliti e per i quali i dati scientifici dell’Università indicano che proprio questo è il periodo più corretto per ottenere i risultati attesi.”

I piani di prelievo per caprioli e daini “vengono stabiliti sulla base di una serie di censimenti delle specie e sono ampiamente conservativi perché accertata la densità di questi cervidi e calcolato il numero degli esemplari prelevabili senza intaccarne le popolazioni, la Provincia a garanzia di una maggiore tutela, autorizza poi un numero di abbattimenti sensibilmente inferiore”. Sul provvedimento, adottato “con piena legittimità e su concrete basi scientifiche” l’assessore provinciale dice inoltre “non è mia facoltà intervenire, perché è un atto emanato nell’autonomia delle funzioni dirigenziali. Non escludo tuttavia la disponibilità a un’ulteriore valutazione dell’atto nei prossimi giorni con gli uffici.” Nella replica Spanò usa l’ironia: “all’assessore Fossati per l’impegno nella viabilità dovremmo fare un monumento, ma non posso dire lo stesso per la caccia.”

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