BENEVENTO – La neve e il gelo spingono i lupi a scendere dalle montagne. Il fenomeno si è verificato anche nella zona alta del Sannio. «Sono più visibili, come altri predatori perché sono spinti dalle condizioni climatiche avverse a muoversi verso aree territoriali più facili da percorrere o dove possono trovare cibo», spiegano i responsabili del Wwf Sannio. Le segnalazioni e gli avvistamenti di lupi ci sono sempre stati. Ma non c’è da aver paura, né può capitare che attacchino l’uomo.

Quando la neve sparirà, il lupo sarà più elusivo e tornerà nei boschi. «In questi giorni – fa notare Massimiliano Rocco, responsabile del programma specie del Wwf Italia – si sta gridando “al lupo al lupo”, ma in molti casi si è visto che si tratta di gruppi di cani randagi o rinselvatichiti, potenzialmente molto più pericolosi del lupo perché sono animali che hanno perso la paura nei riguardi dell’uomo e possono attaccare».

Nei primi giorni del 2012, nelle aree rurali del Fortore dell’Alto Tammaro sono state rinvenute quattro carcasse di lupi. Per fare fronte a questa vera emergenza è stata convocata una riunione presso la Provincia. Gli esperti e i funzionari intervenuti hanno evidenziato la gravità di quanto è successo ed è stato redatto un programma per la tutela della specie.

A Civitella Alfedena, in Abruzzo, nel museo del lupo appenninico in mostra un episodio avvenuto a Benevento e riportato dal giornale «La Domenica del Corriere» n° 16 del 15 aprile 1928 in cui si racconta: «La lotta di un mutilato di guerra contro un lupo. Presso Benevento, per soccorrere un pastorello assalito da un lupo. Il contadino Vecchiarelli, benché mutilato del braccio destro si slanciava contro la bestia, aiutato da due suoi mastini. Ne seguì una drammatica lotta durata più di mezz’ora, e alla fine il mutilato riusciva con una roncola a difendere tutti».

Sabino Cubelli

Tratto da: ilmattino

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