Bologna: Carni di selvaggina, una ghiotta opportunità di sviluppo locale

Il seminario del 19 marzo 2012 a Grizzana Morandi offre a tutti i soggetti della filiera (ristoratori, esercenti, macellai, tecnici e veterinari, ecc.) gli strumenti conoscitivi di base per valutare l’opportunità economica rappresentata dalle carni dei capi di selvaggina abbattuti nel territorio bolognese. È consigliabile iscriversi al più presto per non perdere questa importante occasione formativa.

Bologna la dotta, la rossa, la grassa e così via. Bologna e la sua provincia offrono numerose attrattive e diverse chiavi di lettura: arte e cultura, natura e paesaggio, gastronomia.

C’è però una fetta di pubblico, forse non estremamente numeroso ma certamente molto appassionato, che dell’Appennino bolognese conosce un tesoro nascosto ai più: la sua fauna selvatica. Sono cacciatori ben preparati che fra queste colline vengono in cerca di caprioli, cinghiali, cervi, daini, un patrimonio faunistico davvero invidiabile sia per qualità che per dimensione.

Il microclima locale, un paesaggio agrario a mosaico in cui si alternano boschi, boschetti, arbusteti a campi coltivati e pascoli, la quantità e l’assortimento di cibo disponibile nei diversi habitat favoriscono infatti la presenza delle specie ungulate: si parla di almeno 18.500 caprioli, 1.100 daini e 1.000 cervi più 7.000 cinghiali. Un invitante richiamo per i cacciatori e al tempo stesso una ghiotta opportunità per ristoratori e macellai che possono disporre di una materia prima di valore e fortemente legata al territorio.

Le carni degli ungulati, infatti, rappresentano un prodotto eccellente sotto il profilo alimentare e dietetico. Magre, povere di colesterolo, ricche di proteine e soprattutto dotate di caratteristiche organolettiche uniche – gli animali infatti si nutrono di alimenti contenenti essenze presenti solo nella vegetazione spontanea – queste carni sono tenere e digeribili, purché sottoposte a cotture non prolungate e poco speziate (contrariamente a quanto si crede!).

Un altro aspetto da sottolineare riguarda la sicurezza al consumo, garantita da una normativa stringente in materia igienico-sanitaria, che regola la destinazione degli animali selvatici abbattuti e assicura la completa tracciabilità del prodotto.

La creazione di una filiera di carni di selvaggina nel territorio bolognese può apportare perciò un contributo significativo allo sviluppo economico locale oltre a rappresentare un obiettivo dell’attuale Piano faunistico venatorio provinciale.

Un passo importante in tal senso è costituito dal seminario – proposto da Dinamica con il contributo della Misura 331 del Programma regionale di sviluppo rurale e il finanziamento di ATC BO3 – che si svolgerà nell’intera giornata di 19 marzo 2012 a Grizzana Morandi (presso l’agriturismo “I Fondacci”) e a cui seguiranno altre iniziative di approfondimento. Un’occasione formativa da non perdere, rivolta a tutti i soggetti della filiera (ristoratori, esercenti, macellai, tecnici e veterinari, ecc.) nella quale verranno illustrati gli strumenti di gestione della fauna, i metodi di abbattimento e la loro influenza sulla qualità e sull’igiene delle carni, le disposizioni normative sulla commercializzazione della selvaggina e altri contenuti di grande interesse.

Programma del seminario (240 KB)
Modulo di iscrizione (517 KB)

 

Tratto da il cacciatore.com

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