Scoperto e denunciato il bracconiere: è una specie protetta, in Piemonte ce ne sono soltanto sessanta esemplari

L’ultima vittima del bracconaggio è un giovane lupo, un esemplare sano, maschio, di un anno di età, che probabilmente faceva parte del branco che si trova nella zona dell’Orsiera, in Val di Susa. Gli uomini della forestale lo hanno trovato ormai cadavere nella zona di Trana, incappato in un laccio messo in funzione da un cacciatore di frodo.
Una storia lontana anni luce da Cappuccetto Rosso. Il lupo, adesso, non mangia più nessuno. Anzi, è una specie protetta perché rischia l’estinzione. E al cacciatore della favola si è sostituito un bracconiere. Che stavolta non è rimasto impunito: gli agenti della stazione di Giaveno lo hanno individuato e denunciato alla procura di Torino per gli articoli del codice penale 544 bis (uccisione di animale senza necessità) e 727 bis (danneggiamento di habitat naturali), oltre che per la violazione della legge quadro sulla caccia, che tutela le specie tutelate come il lupo. L’uomo si è giustificato dicendo che in realtà con quella trappola avrebbe voluto disfarsi di alcune volpi che invadevano la sua proprietà e non pensava che avrebbe potuto colpire un lupo. Le volpi non sono animali protetti, tuttavia la caccia a questa specie è chiusa in questo periodo e comunque sistemare una trappola è sempre un reato.
La morte del giovane lupo solleva nuovamente il problema della tutela di questo carnivoro. In Piemonte si contano attualmente circa 60 esemplari, tutti provenienti dall’Abruzzo. Si tratta di stime, visto che il lupo migra spesso e velocemente.

Secondo il monitoraggio della Regione Piemonte i lupi vivono in piccoli branchi localizzati soprattutto nel Cuneese sulle Alpi Marittime, nel Torinese tra l’Orsiera e Salbertrand e, in misura minore, sull’Appennino alessandrino e nel Piemonte settentrionale. Ogni anno nascono una dozzina di nuovi cuccioli, ma più o meno altrettanti esemplari muoiono vittime di incidenti o di bracconieri. Così il numero da qualche anno rimane sostanzialmente costante.

Nei confronti dei lupi continua ad esserci un atteggiamento di paura ingiustificata: l’ultimo attacco all’uomo risale oramai al 1921. “Qualcuno dice che in Piemonte ci sono migliaia di lupi e che mettono a rischio i turisti: abbiamo intenzione di denunciarli per procurato allarme”, attacca Piero Belletti, dell’associazione Pro Natura. E anche gli assalti al bestiame domestico possono essere annullati. “Se accade che il lupo mangi le pecore è solo perché sono prede più facili rispetto agli animali selvatici, visto che in Piemonte gli ovini vengono lasciati allo stato brado – spiega Belletti – Ma è sufficiente rinchiudere le bestie negli ovili: un progetto simile è stato fatto all’Orsiera e gli attacchi dei lupi si sono praticamente azzerati”.

di FEDERICA CRAVERO

Tratto da: Repubblica

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