LUSSINPICCOLO. Ha 17 anni, si chiama Dorian Alagic e l’altro giorno si è salvato da un branco di cinghiali che gli veniva incontro arrampicandosi su un olivo a lato della strada che collega Lussinpiccolo a Lussingrande.

Prima di salire sull’ albero, il ragazzo – che stava dirigendosi a piedi a Lussingrande – ha fatto un balzo verso un cespuglio, ferendosi anche leggermente e vedendosi passare vicino una decina di cinghiali, di cui uno veramente massiccio.

«Era scesa l’oscurità – ha raccontato ai giornalisti – quando ho cominciato a udire degli strani rumori, soprattutto grugniti e come dei mugolii. Poi è apparso il branco e mi sono spaventato a morte, pensando esclusivamente a salvarmi. Mi sono lanciato su un cespuglio – ha aggiunto – facendomi male a un braccio, e un attimo dopo ero sull’ olivo. I bestioni hanno percorso compatti la strada, deviando verso la pineta quando hanno udito il sopraggiungere di un’auto. Sono rimasto sull’albero una decina di minuti e quindi mi sono diretto verso la Casa della salute di Lussinpiccolo perché sentivo male a un polso».

Lungo la stessa strada, lo scorso ottobre, Ratko Vidovic di Lussingrande aveva vissuto un’esperienza molto brutta: a bordo del suo scooter era andato a finire contro un paio di questi grufolatori, riportando lesioni abbastanza serie.

In seguito a questi due episodi appare evidente come l’eliminazione della selvaggina alloctona dall’arcipelago di Cherso e Lussino, stabilita per legge nel 2005, non procede come dovrebbe.

Da quell’anno, e fino a tutto il 2011, in queste isole sono stati abbattuti 2.313 cinghiali e 2.494 daini. Se ci soffermiamo solo sulla zona venatoria di Lussingrande, risulta che nel 2005 furono uccisi nove cinghiali, l’anno dopo sedici. Poi ci fu una pausa di tre anni, senza che venisse abbattuto alcun animale.

Nel 2010 ne sono stati impallinati sedici, e undici l’anno scorso. Numeri purtroppo insufficienti, come testimoniato dai due incidenti sulla strada Lussinpiccolo–Lussingrande, molto frequentata specie durante l’alta stagione turistica.

Che le isole quarnerine siano piene zeppe di cinghiali lo conferma anche la notizia che un gruppo di cacciatori ha abbattuto un esemplare di 100 chili stabilitosi per alcuni giorni sull’isolotto di San Marco, che si trova tra Veglia e la terraferma. Il bestione ha raggiunto la piccola isola a nuoto e non ha potuto abbandonarla a causa della violenta bora che la settimana scorsa ha spazzato l’Alto Adriatico e il Quarnero in particolare.

Tratto da: ilpiccolo

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