Per fare fronte ai danni provocati dai cinghiali alle colture agricole (soprattutto medicai) della montagna, l’Atc Mo 3 ha deciso di aumentare le risorse previste nel bilancio 2012 per i risarcimenti agli agricoltori dai 19 mila euro previsti in precedenza a oltre 53 mila euro.

Un provvedimento «opportuno – sottolinea Giandomenico Tomei, assessore provinciale con delega alle Politiche faunistiche – sollecitato anche dai nostri rappresentanti nel consiglio di gestione dell’Atc che dimostra concretamente l’attenzione del mondo venatorio verso i problemi dell’agricoltura».

La decisione è stata presa di recente dal consiglio dell’Atc visto «l’incremento eccezionale di segnalazioni – conferma Marco Ladurini, presidente dell’Atc M03 – arrivate dagli agricoltori soprattutto nel periodo dal 25 febbraio al 20 marzo. Una situazione mai avvenuta in precedenza, determinata dalle forti nevicate che hanno spinto numerosi cinghiali a scendere a quote più basse, a 800 metri fino a 400 metri di altitudine. Le perizie sono in corso ma i danni sembrano effettivamente elevati. Aumentando le quote per i risarcimenti poniamo al primo posto l’agricoltura, riducendo le risorse su altri capitoli di intervento. Ricordo che le risorse degli Atc provengono quasi esclusivamente dalle quote di iscrizione dei cacciatori».

L’Atc Mo3 ha deciso di avviare anche una campagna di piani di controllo mirati nelle zone più colpite (Fanano, Sestola, Montecreto, Lama Mocogno, Palagano, Montefiorino e Frassinoro) partita a metà marzo e tuttora in corso.

Nella stagione venatoria 2011-2012 appena conclusa, nel territorio dell’Atc Mo3 sono stati abbattuti 986 cinghiali tramite la caccia collettiva (girata e braccata), mentre nel territorio dell’Atc M0 2 (quello di collina e parte della pianura) i capi abbattuto sono stati 754.

E a testimoniare lo sforzo per contrastare la proliferazione dei cinghiali, dal 15 aprile la Provincia consente per la prima volta anche la caccia di selezione individuale al cinghiale nel territorio dell’Atc Mo3.

La Provincia, infatti, ha individuato l’obiettivo densità zero per il cinghiale nei territori di pianura e collina, mentre in montagna la presenza è tollerata ma con forti limitazioni.

Tratto da: Sassuolo2000

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