Agricoltori sul piede di guerra a Sogliano a causa dei cinghiali che minano il loro raccolto. Una delegazione di agricoltori di Sogliano è stata accolta in Comune per spiegare le proprie ragioni visto che il numero dei chinghiali dicono essere aumentato a dismisura. L’assessore comunale Zamagni si è schierata dalla loro parte. Il malcontento è tutto verso la provincia che ha istituito due oasi in quelle campagne dove i cinghiali si riproducono indisturbati.

Ma sul piatto c’è il «70%» dei campi diventati terra battuta dopo il loro passaggio. Danni economici incalcolabili visto che la terra torna fertile dopo tre anni. Poi, in tempi di crisi, c’è richiesta di prodotti tipici del territorio da tutta Italia ma rischia di essere insoddisfatta. Un esempio è quello del mulino Pransani che raccoglie il grano di Sogliano per distribuirlo in più di cento punti vendita in Italia.

L’assessore non poteva essere più chiaro: «Nell’ultima settimana i danni si sono decuplicati – ha detto – ci vogliono dei piani di controllo massicci e non i risarcimenti che non coprono tutto. Le oasi le ha volute la provincia? Ora deve tagliare la fauna perchè non siamo nei cartoni animati di Heidi» con un chiaro riferimento agli ambientalisti. L’assessore si è detto pronto anche a guidare una delegazione fino a Roma per far presente la questione.

Fanno il coro alcune proposte degli agricoltori: c’è chi non vuole più pagare le tasse e chi invoca una battuta di caccia subito, al massimo tra due giorni e chi, dopo essere stato inseguito da un cinghiale femmina, propone di «girare armati». «A Sogliano sono in via di estinzione gli agricoltori – commenta uno di loro – già la neve ci ha distrutto le strutture, ora c’è l’invasione di cinghiali…Noi abbiamo rispetto per la natura, ma ci deve essere equilibrio se no si sballa il sistema».“

Poi c’è il bollettino degli avvistamenti: 30 cinghiali a Massa Manente, 18 a San Paolo. Si aggiungono 35 caprioli avvistati a branchi a Pietra Uso. Le oasi sono quelle di Monte Tiffi e Massa Manente e hanno una estensione di 2mila e duecento ettari. Tra l’altro, e non è uno scherzo, per tagliare legna in questi terreni legalmente, bisogna evitare la stagione dell’accoppiamento degli uccelli a cui si darebbe indubbio fastidio.

Tratto da: Cesena Today

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