La capra berbera, introdotta in Spagna negli anni ’70 per una moda venatoria, ha la stessa alimentazione del suo cugino autoctono

E’ a rischio sovrapposizione, la dieta delle due specie di muflone presenti in Spagna: il muflone europeo (ovis orientalis musonium, antenato degli ovini domestici) e quello africano o capra berbera (ammutragus lervia).

Le due specie, infatti, tendono a nutrirsi delle stesse piante durante il corso dell’anno. Inoltre, la dieta dei mufloni si sovrapporrebbe in parte con quella del cervo rosso iberico, per la sola durata della stagione estiva, portando a una competizione per le risorse presenti sul territorio spagnolo.

A denunciarlo è il Consejo Superior de Investigaciones Cientìficas (Csic, organo accademico spagnolo deputato all’indagine scientifica), che ha condotto uno studio sulla convivenza del muflone europeo e della capra berbera con il cervo rosso iberico, nei dintorni di Ciudad Real (Castiglia).

All’interno dello studio, si evidenzia come le due specie di muflone scelgano le piante in base alla loro quantità, con una netta preferenza dell’erba, mentre il cervo preferirebbe quelle legnose, interferendo solo periodicamente con la dieta delle altre due specie.

«La compresenza del muflone europeo e di quello africano, che competono per l’uso delle risorse, – spiega Jorge Cassinello, ricercatore del Csic – può essere problematica durante periodi in cui il cibo è scarso».

La colpa ricadrebbe per lo più su chi ha deciso di introdurre la capra berbera in Spagna, negli anni ’70. Una scelta dettata dall’attività venatoria, che ha portato vari paesi occidentali all’adozione di simili pratiche.

Quello promosso dallo stato spagnolo, è il primo studio cha abbia analizzato l’impatto delle abitudini alimentari di specie non autoctone sull’ecosistema europeo e dovrebbe porre le basi per una migliore gestione degli ungulati.

Tratto da: La stampa

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