Novità, speciali, eventi… il numero di giugno si presenta davvero ricco. 40 pagine dedicate a tutte, ma davvero tutte, le novità del settore presentate all’ultima edizione dell’EXA. Una panoramica completa e dettagliata, con informazioni precise e specifiche, di armi (lisce e rigate), ottiche, munizioni a pallini e a palla, attrezzature e abbigliamento in vetrina alla trentunesima edizione della manifestazione in quel della Fiera di Brescia. L’editoriale di questo numero dà un annuncio che farà la felicità di molti; è infatti uscito nelle edicole Il Cacciatore Moderno, bimestrale con l’occhio attento sul mercato per proporvi tutte le migliori novità del momento in fatto di abbigliamento e attrezzature, così da rendere la pratica venatoria ancora più… pratica e stimolante. Prima di entrare nel cuore della lettura venatoria, Fabio Ferrari fa il punto della situazione sull’abolizione del Catalogo Nazionale delle Armi da Fuoco, riportando i passi salienti di quanto discusso in occasione del 28esimo Convegno Nazionale promosso dalla Camera di Commercio di Brescia. E ora, scarponi ai piedi, possiamo partire alla scoperta dei territori di caccia offerti dall’Albania, dove David Stocchi si reca oramai da una decina d’anni alla ricerca di coturnici e beccacce. Rientrando entro i patri confini, dopo tre anni dal catastrofico terremoto del 2009, ci spostiamo a L’Aquila; qui Vladimiro P. Palmieri ha incontrato il presidente dell’Atc Pio Tarquini per fare il punto sulla gestione della caccia, scoprendo con piacere che nonostante le difficoltà l’Atc non ha mai interrotto la sua attività. Altro argomento per intenditori è la caccia alla tipica alpina, approfondito nel focus di Stefano Belloi. Insieme a Rossella Di Palma spostiamo l’attenzione sui nostri amici ausiliari, o meglio, sul corretto approccio del conduttore nei loro confronti e sulla notevole importanza dell’addestramento. Con cani ben preparati e vogliosi di lavorare, in questo caso cani da seguita, Emanuele Nava esce alla ricerca della lepre. Con Lorenzo Formigli invece parliamo di come gestire l’attesa del cinghiale alla posta. Dalla caccia al cinghiale passiamo a quella al camoscio a tal proposito Fulvio Tonin s’interroga: venatoriamente parlando, cinghialai e camosciari possono convivere? Chiudiamo con le riflessioni di Luca Bogarelli sulla “dromomania venatoria”, ovvero quell’irrefrenabile impulso che spinge a lasciare l’abituale ambiente venatorio per vagare da un posto all’altro, una sorta di nomadismo che parte dal profondo dell’animo e trova sfogo nella scoperta dell’ignoto. Buona lettura!

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