LECCE – Mai affidare un cane da caccia ad un cacciatore. Sebbene sembri un controsenso, è il principio a cui si affida l’associazione Nuova L.a.r.a, (Lega animali randagi abbandonati), che gestisce il canile sanitario comunale di Lecce. A scoprirlo a sue spese, è stato nei giorni scorsi un cacciatore leccese che era andato al canile per adottare un pointer inglese, razza canina utilizzata in ambito venatorio. I volontari della struttura però non hanno acconsentito, specificando che nel canile di Lecce è categoricamente vietato l’affidamento dei cani da caccia ai cacciatori.

Ovviamente la scintilla fra animalisti e cacciatori ci ha messo poco a scoccare. Il cacciatore si è subito rivolto alla Federfauna, la Confederazione europea delle associazioni di allevatori, commercianti e detentori di animali, che ha commentato duramente la vicenda pubblicando degli articoli contro l’iniziativa del canile di Lecce su siti specifici come «The big Hunter» e «Caccia è passione». «I volontari – spiega Massimilano Filippi, segretario nazionale di Federfauna – che dovrebbero favorire le adozioni dei cani, imprigionati nel canile a spese di tutti i cittadini, cacciatori compresi, e di proprietà di tutti i cittadini del comune, cacciatori compresi, hanno negato la possibilità, anche per iscritto, di far adottare un cane da caccia a qualunque cacciatore. Mi sembra razzismo bello e buono. I cacciatori vengono discriminati sulla base di luoghi comuni, e cioè che tratterebbero male i cani. E’ una stupidaggine. Per loro il cane è un compagno d’avventure, un amico inseparabile. E’ chiaro che poi si possono trovare dei cacciatori che abbandonano i propri cani, così come potrebbero fare impiegati, lattai, operai».

Ferma sulle sue scelte, invece, la responsabile del canile Paola Gorgoni. «Lo abbiamo scritto anche negli annunci sul sito che non affidiamo cani da caccia a cacciatori – dice – Spesso se si ammalano o quando invecchiano e non sono più utili per la caccia, vengono abbandonati. Non vogliamo che un cane venga usato per uno scopo preciso, ma che venga adottato per essere un compagno di vita e un amico fedele. Per questo, ogni volta che ci arriva una richiesta di affidamento, la valutiamo e poi decidiamo se affidare il cane o meno. Se poi un cacciatore volesse un meticcio o un cane non da caccia, sarò ben lieta di affidarglielo».

Sulla questione abbiamo sentito anche un cacciatore doc di Lecce, l’ex presidente della Provincia Giovanni Pellegrino che, ascoltata la questione, si è mostrato stupefatto ed ha sbottato: «Se non si affida un cane da caccia ad un cacciatore, a chi lo si affida? Credo poi che stiano meglio in mano a dei cacciatori piuttosto che rinchiusi in un canile insieme a migliaia di altri cani».

di ANTONIO ANCORA

Tratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno

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