VITTORIO VENETO. Non solo cervi, in Cansiglio. Ma anche camosci e perfino cicogne. Era stato Saverio Lombardo, il naturalista prematuramente scomparso, a fotografarli. Li aveva ripresi sulle pendici vittoriesi del Monte Pizzoc: una novità assoluta.

I dirupi che danno sulla Val Lapisina e in particolare sul Fadalto rappresentano per il camoscio alpino una delle stazioni più a Sud di tutte le Alpi. Si tratta di una comunità di 10 esemplari, che potrebbe arrivare anche a 20. Attenzione, però: Mario Sansos, studioso della fauna del Cansiglio, avverte che «la popolazione del camoscio alpino del Pizzoc, soffre di un bracconaggio ancora non del tutto sradicato, ma ben più attivo negli scorsi anni. Il camoscio, oltre che per la carne, viene proditoriamente ammazzato per poi commerciare il “trofeo” che ha un suo bel valore».

Secondo la ricostruzione dello stesso Sanson, come oggi il cervo rischia la mattanza, così ieri è avvenuto per il camoscio». Da qui, appunto, il numero contenuto di esemplari presenti.

In Pian Cansiglio, intanto, è arrivata anche la cicogna a conferma della bontà di quest’ambiente, che già ospita animali ormai rari altrove (lupo, lince, orsi in transito, aquile). Sei cicogne bianche si sono infatti posate, nei giorni scorsi, su una grande “lama” (pozza d’acqua) di Pian Cansiglio in cui si abbeverano i bovini al pascolo.

È un fatto non comune in luoghi di simile altitudine, ma qui la cicogna ha trovato un ambiente aperto, la Piana appunto, in cui il grande volatile può trovare di che saziarsi, come nelle “lame” medesime, ricche di ranocchi, grossi insetti, vermi e molluschi. Mentre sugli ampi pascoli erbosi può catturare, oltre alle raganelle, anche lucertole e topolini, e ai margini del bosco può ingerire infine semi e bacche.

Intanto va ricordato che il programma di riduzione del numero di cervi presenti in Cansiglio era stato bloccato dalla Regione. Il presidente Luca Zaia aveva deciso lo scorso aprile di stoppare la mattanza, con grande plauso da parte degli animalisti. Scontenti, invece, gli allevatori che avevano denunciato ripetuti danni ai pascoli.

Di di Francesco Dal Mas

Tratto da: Tribuna Treviso

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