Il presidente della Coldiretti altopianese Dino Panozzo. Per la prima volta si sono spinti fino a Tresché Conca. In passato i “suini selvatici” avevano colpito pesantemente a Lusiana e Conco

Roana. Allarme cinghiali a Tresché Conca.  I suini selvatici, risaliti con ogni probabilità dalla pianura, hanno devastato numerosi campi di fieno nella zona di Costa Alta, a confine tra Tresché Conca e il territorio di Cogollo, a meno di 2 km dal centro. Ad accorgersi degli sgraditi visitatori è stato l’agricoltore Dino Panozzo, presidente della Coldiretti Altopiano, che ha trovato quasi 3 ettari di prati arati dagli animali, vanificando il lavoro di ingrasso e sradicamento di infestanti iniziato da un mese. Un danno di circa mille euro per il fieno e 1.500 per i lavori di ripristino. «Il fieno è inutilizzabile perché pieno di zolle e per ripristinare il campo dovrò ararlo – commenta sconsolato – Ho denunciato per il risarcimento; ma il discorso vero è che bisogna intervenire subito prima che questi animali si insediano, ma mi pare che manchi la volontà». Il problema, secondo Panozzo, è che il cinghiale non è autoctono, e la sua presenza non solo devasta i campi, ma disturba anche la fauna indigena, in particolare gli uccelli che nidificano a terra. «Pare siano stati rilasciati senza autorizzazione – aggiunge Panozzo -. Ma l’animale non è cacciabile in Veneto e quindi le popolazioni ingrandiscono a dismisura portando a questi risultati. Ora spero che qualcuno intervenga altrimenti il prossimo anno non sfalcio più quei campi e le mucche le porterò in città a sfamare». L’invasione di campi da parte di cinghiali è un fenomeno nuovo per Roana. In passato, varie incursioni dei suini selvatici sono state segnalate nella zona di Conco e Lusiana; forse la circostanza più clamorosa è avvenuta nell’ottobre 2009 quando un’orda di cinghiali ha distrutto il campo di calcio del Lusiana, scavando centinaia di buche di oltre 20 centimetri. In quell’occasione si registrarono danni per 30 mila euro. Ma finora le altre zone dell’Altopiano erano state risparmiate.  Poi di recente c’è stata la segnalazione di tracce degli animali arrivati dalla Valdassa, dal Paù e dalle zone di confine con Luserna. Per difendersi dall’attacco dei cinghiali, per contadini e allevatori c’è poca da fare, perché reti e recinti resistono poco alla forza di questi animali. Per controllarne la diffusione invece la Provincia ha stilato un elenco di pochi cacciatori autorizzati all’abbattimento anche fuori dal periodo di caccia. Questa caccia selettiva è da sempre al centro di polemiche: con i protezionisti da un lato che gridano allo scandalo, mentre dall’altro è invocata dai coltivatori. «L’allarme è giustificato – conclude Panozzo – perché se non si interviene le conseguenze possono essere pesanti».

Gerardo Rigoni

Tratto da: Giornale di Vicenza

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