La Spezia – Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato intensificano i controlli per reprimere la pratica del bracconaggio.

Nel pomeriggio della giornata di ieri, il personale in forza al comando della stazione di Mattarana e del comando di Sesta Godano sono intervenuti – su segnalazione di un abitante della zona – in località Roggiano, piccola frazione nel territorio del Comune di Sesta Godano, per soccorrere un giovane esemplare di cinghiale rimasto intrappolato in un laccio di metallo posizionato ad arte per esercitare attività di caccia illegale.

La trappola neutralizzata dagli uomini della Forestale era stata posizionata in un area boschiva prossima a dei terreni agricoli. Il micidiale laccio d’acciaio aveva intrappolato un cinghiale del peso di circa venti chilogrammi. L’animale selvatico aveva intorno al collo un cavetto d’acciaio della lunghezza di circa due metri e dello spessore di circa 5 millimetri.

L’animale – nonostante fosse caduto nella trappola dei bracconieri – era ancora in buone condizioni per questa ragione gli agenti della Forestale hanno potuto liberare l’ungulato. Un’operazione delicata tenuto conto che il laccio è uno strumento di caccia illegale che quasi sempre condanna l’animale catturato ad una morte lenta e crudele. Il giovane cinghiale, appena liberato, ha rapidamente riconquistato il bosco.

Gli agenti della Forestale, invece, hanno effettuato una minuziosa ricognizione per verificare se i bracconieri avessero posizionato altre trappole e mezzi di caccia non consentiti. Tale ricerca non ha dato alcun esito.

Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro penale del laccio, nonché alla comunicazione di notizia di reato all’Autorità Giudiziaria, al momento contro ignoti, per “uso di mezzi di caccia non consentiti ed in epoca di divieto” che prevede la sanzione penale di cui alla Legge 157/1992 (cosidetta legge sulla caccia) all’articolo 30 comma 1, lettere a) – pena l’arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda da 930 a 2.582 euro – e h) – pena l’ammenda fino a 1.550 euro.

Sono tutt’ora in corso le indagini per individuare i responsabili dell’attività di bracconaggio.

Tratto da: Il Secolo XIX

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