Si spera sarà Beatrice a soccorrere animali sconfitti dalla sete e sovente portati alla morte. È il nome della perturbazione che dovrebbe mitigare una situazione che sull’Isola di Cherso è diventata drammatica, con daini e loro cuccioli che scendono in spiaggia per bere acqua di mare, decedendo di lì a poco. E non mancano casi di pecore che si dirigono verso gli abbeveratoi naturali, resi secchi dalla siccità e trasformati in mortali trappole di fango. Le povere bestiole raggiungono la parte centrale della pozza ma poi non riescono più a liberarsi dalla morsa del fango e muoiono, a mano che non sia l’uomo a liberarle.

Giorni fa la nota spiaggia di Faresina (Porozina), nella parte Nord dell’isola, si è trasformata in una zona da incubo per gli animali alloctoni (i daini lo sono) e per i bagnanti. Senza avere alcuna paura di questi ultimi, una dozzina di daini e i loro piccoli sono usciti dalle aree boschive in cui vivono, mossi dall’istinto di sopravvivenza e diretti verso quella che speravano essere la loro salvezza, il mare. Hanno bevuto acqua salata, come i naufraghi in pieno delirio, morendo davanti alle esterrefatte persone che nulla hanno potuto per evitare quegli atroci decessi. Non è che i chersini e i vacanzieri se ne stiano a guardare passivamente. Mani pietose hanno collocato e collocano contenitori pieni di acqua potabile, sistemandoli in ogni dove ma ciò non basta. Servono precipitazioni piovose, che rinfreschino l’ambiente e riempiano i piccoli bacini naturali, così preziosi e così vuoti in queste ultime settimane. A darsi da fare sono stati anche gli attivisti dell’associazione Eco centro Caput Insulae di Caisole (Beli), che già si prendono cura del simbolo dell’Isola di Cherso, l’avvoltoio dalla testa bianca, il grifone. Anche i cacciatori isolani stanno cercando di alleviare la situazione a ovini e selvaggina, portando l’acqua negli abbeveratoi. I mezzi finanziari sono però limitati e dunque si spera in una pioggia abbondante, dopo mesi di tempo asciutto e con temperature stabilmente sopra i 30 gradi. L’emergenza ha visto reagire anche il sindaco di Cherso Kristijan Jurjako: ha deciso di stanziare 1.400 euro per i rifornimenti idrici da attuare specialmente nelle zone interne dell’isola. (a.m.)

Tratto da: Il Piccolo

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