SONDRIO – Troppi cinghiali, e troppi danni sul territorio. L’amministrazione provinciale dà così il via libera al loro abbattimento. Anzi, chiede una mano ai cacciatori di Valtellina e Valchiavenna per una vera e propria eliminazione totale dal territorio provinciale.

Il via libera alla caccia è arrivato ufficiale ieri: i cacciatori d’ungulati potranno, a partire dall’8 ottobre, abbattere ogni cinghiali che dovessero incontrare. Lo potranno fare ma solo dopo aver ritirato un apposito cartellino di autorizzazione a palazzo Muzio o nelle sedi dei vari comitati caccia, e nel rispetto di determinate regole.

I cacciatori devono già praticare la caccia di selezione agli ungulati, non devono avere subito sanzioni negli ultimi cinque anni e non devono avere in corso procedimenti relativi a infrazioni in materia venatoria.

La caccia potrà essere fatta solo con i calibri consentiti, solo durante le giornate di caccia agli ungulati previste dal calendario venatorio provinciale e solo da cacciatori che hanno ancora a disposizione proprio giornate di caccia e non hanno esaurito il loro piano di abbattimenti.

Chi effettua l’abbattimento del cinghiale dovrà portare l’animale al mercato delle carni di Piateda o alla macelleria Turcatti di Grosotto (centri di lavorazione della selvaggina autorizzati), accompagnato dall’apposito cartellino compilato.

Se giudicato commestibile il cinghiale verrà messo in vendita in un’asta pubblica, ma il cacciatore che l’ha abbattuto avrà un diritto di prelazione sull’acquisto, se interessato, prima dell’asta stessa. Anche i cacciatori sono dunque chiamati a dare una mano contro la presenza dei cinghiali in provincia di Sondrio: il cinghiale, infatti, è un animale non compatibile con l’ambiente di Valtellina e Valchiavenna, in conflitto con gli altri animali selvatici e che ha arrecato danni al patrimonio agricolo, silvicolo e boschivo. L’amministrazione provinciale in questi anni ha già messo in campo una squadra e operatori specializzati nell’abbattimento dei cinghiali e dal 2008 al 2012 ne sono stati abbattuti 400. Questo però non è bastato.

«L’inserimento del cinghiale in maniera irresponsabile – ha spiegato il presidente della Provincia, Massimo Sertori – ha determinato in alcune alcune zone una presenza di cinghiali decisamente pericolosa e distruttiva per il contesto ambientale».

Non solo. «Per questo intensificheremo i controlli – precisa Sertori – e le verifiche per scovare i responsabili di queste iniziative. Tengo poi a precisare che per il fatto di consentire l’abbattimento dei cinghiali non significa rendere questa specie cacciabile. Anzi, saremo irremovibili: renderla cacciabile comporterebbe il rischio di inserimento della specie anche in altre zone finora rimaste escluse».

Tratto da: Laprovinciadisondrio

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