«I cacciatori non vogliono che i cinghiali, nonostante i danni che procurano, vengano abbattuti e contenuti in numeri accettabili. Si sono costruiti un parco nel quale divertirsi e vogliono mantenerlo». Lo ha detto il presidente della Provincia, Ettore Pirovano, che ha anche aggiunto: «Ma se è così, i cacciatori si accollino anche il costo dei danni».

Pirovano ha parlato del problema cinghiali nel corso di una conferenza stampa negli uffici della Provincia, in via Tasso: tutto ha preso il via dalla lettera inviata dalla sezione provinciale di Bergamo della Federazione Caccia agli agenti di vigilanza venatoria volontaria (Fidc) e, per conoscenza, al Corpo di polizia provinciale e all’Atc Prealpino. (la lettera è nell’allegato)

«Nella lettera – ha commentato Pirovano – si redarguiscono le guardie volontarie che, in collaborazione con la polizia provinciale, sono impegnate nell’abbattimento dei cinghiali: sarebbero ree di creare malcontento tra i cacciatori che si troverebbero ad avere meno prede da abbattere, e si vorrebbe delegare pieno potere ai cinghialai sulla gestione».

«Se è così – ha detto Pirovano -, se vogliono il controllo va benissimo, però si accollino anche l’onere dei danni che i cinghiali in sovrannumero creano alle culture e che la Provincia è chiamata a indennizzare».

Pirovano ha poi rincarato la dose: «Ci vengono segnalate – ha detto – immissioni clandestine di cinghiali in zone dove fino a un paio di mesi fa non ce n’erano, tipo l’alta Valle Brembana. Animali scaricati da mezzi di trasporto e lasciati liberi nell’ambiente. Ci sono anche giunte segnalazioni (provate da immagini filmate) della realizzazione abusiva di manufatti, tipo passerelle, per permettere ai cinghiali di passare da una zona all’altra scavalcando gole e crepacci (dentro i quali in precedenza venivano regolarmente trovate carcasse di cinghiali caduti) e ancora di sabotaggi vari e minacce agli uomini della polizia provinciale».

Tratto da: Eco di Bergamo

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