GORIZIA. Emergenza cinghiali, si corre ai ripari. O, almeno, si cerca di farlo. Stamane, nell’Ufficio gestione faunistico-venatoria della Provincia, è in programma un summit cui sono invitati esponenti della stessa Provincia e della Regione, Comune di Gorizia, organizzazioni professionali, tutti gli enti che si occupano della sicurezza civile e le associazioni delle riserve di caccia. All’ordine del giorno, i danni arrecati alle colture agricole e il pericolo rappresentato per l’incolumità delle persone dalla massiccia presenza dei cinghiali sul territorio isontino.

Come riferivamo nei giorni scorsi, diversi sono stati gli incidenti provocati da branchi di suini selvatici che attraversano improvvisamente la strada. E, per fortuna, non ci sono state conseguenze per gli automobilisti. Il tema ha tenuto banco anche alla giornata del Ringraziamento che si è celebrata, ieri, a Moraro.

La Coldiretti provinciale ha indicato quelli che sono, a suo avviso, i quattro punti essenziali da mettere in campo per la soluzione del problema: l’introduzione delle zone di contenimento dei cinghiali, aree del territorio dove gli animali non devono entrare da contrapporre ad una zona dove possono stazionare lontano da case e terreni coltivati; l’estensione degli orari di caccia; l’apertura della caccia per tutto l’anno per alcune specie animali; la riduzione dei cinghiali con l’abbattimento.

Il direttore della Coldiretti provinciale, Ivo Bozzato, ha evidenziato che risolvere il problema cinghiali è una questione di scelta e di coraggio. «Ho paura che il problema-cinghiali lo risolveremo soltanto quando si verificherà il primo incidente mortale causato da questo animale. Sarebbe folle pensare che questo accada, ma occorre trovare subito i rimedi. Come Coldiretti a tutti i sindaci e alla regione abbiamo indicato i quattro punti sui quali occorre ragionare. Sono necessarie – si è affrettato a precisare – scelte coraggiose come la riduzione dei cinghiali. Tocca alla Regione intervenire e predisporre le normative».

Sono aspetti che la Coldiretti ribadirà questa mattina. A Moraro, così come a Gorizia (Piedimonte e Piuma in primis), Mossa, Cormòns e in altri paesi tracce di cinghiali sono state rinvenute sui fondi agricoli, alcuni distanti dalle abitazioni, altri vicinissimi. Per il sindaco di Moraro, Alberto Pelos, la pericolosità di questi animali e i danni che provocano alle colture determinano la necessità di una riduzione e quindi dell’abbattimento.

Il responsabile Coldiretti della sezione di Moraro, Paolo Blasizza, ha lanciato da parte sua la proposta che i Comuni di Moraro, Mossa, Capriva e San Lorenzo assieme alle riserve di caccia predispongano un documento per sollecitare chi di dovere alla soluzione del problema.

Nel corso della giornata del Ringraziamento è stato anche presentato il progetto del Consorzio di bonifica riguardo l’adeguamento dell’impianto idrico di Moraro che è stato illustrato dal direttore del Consorzio, Daniele Luis. Protagonisti sono stati anche i bambini della scuola d’infanzia che hanno realizzato un cartellone sulla giornata del ringraziamento e ricevuto in dono dalla Coldiretti un buono in denaro per l’acquisto di materiale didattico. (m.s.)

Tratto da: Messaggero Veneto

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