Semine a rischio dopo l’aumento degli attacchi ma nessuno si muove. Un immediato intervento della Prefettura e delle forze dell’ordine per salvare le semine ed evitare che la situazione nelle campagne degeneri.

E’ quanto chiede la Coldiretti Pesaro Urbino dopo che dagli agricoltori della provincia sono giunte negli ultimi giorni decine di segnalazioni di terreni appena seminati e devastati dai cinghiali.
“Le nostre imprese sono legittimamente esasperate dinanzi a un fenomeno che impedisce loro di lavorare e che mette a rischio la produzione di grano e altri prodotti per il prossimo anno – denuncia Tommaso Di Sante, presidente della Coldiretti provinciale -. Considerata l’inefficacia della politica, abbiamo chiesto un incontro al Prefetto per cercare una soluzione a un problema che è ormai di ordine pubblico”.
Innanzitutto occorrerebbe intervenire nei parchi e nelle oasi per cercare di ridurre il numero degli animali selvatici, ormai fuori controllo, ma non è stato ancora dato il necessario via libera e ciò sta causando gravi danni alle aziende. Solo una volta ottenuto il sì, gli Ambiti territoriali di caccia (Atc) potranno mettere in moto le squadre di cacciatori.
Secondo un’analisi di Coldiretti, tra incidenti stradali e danni nei campi, i cinghiali costano ai cittadini marchigiani 4,5 milioni di euro all’anno. Ai 2,4 milioni di euro di danni provocati nelle campagne si aggiungono quelli registrati nelle aree protette e nelle oasi, con il conto stimato che arriva a 3 milioni. Vanno poi considerati gli incidenti stradali.
Nonostante l’ultimo regolamento regionale in materia abbia reso più difficile avere un indennizzo (peraltro pagato solo per il 50 per cento del danno), il bilancio parla di 1,5 milioni di euro. E questa somma non tiene conto degli schianti effettivamente provocati da animali selvatici ma ora non riconosciuti.

Tratto da: Vini e Sapori

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