BELLUNO. Come il cadorino Bortolo Mainardi, commissario della Tav da Mestre a Trieste, anche Luca Zaia, governatore del Veneto, riconosce che ci sono difficoltà importanti per portare a casa il “Passante Alpe Adria”, da Pian di Vedoia a Macchietto.

Lo stesso presidente della Regione conferma a Reinhold Messner, il fondatore del museo fra le nuvole recuperato dalle macerie di un forte grazie ai fondi della Regione, che non ci sono oggi i soldi per fare la funivia da passo Cibiana alla vetta.

E per quanto riguarda la campagna di abbattimento dei cervi, in Cansiglio, manda a dire ad allevatori e sindaci che è inutile che insistono, lui non lascerà abbattere nemmeno un bambi.

Presidente, con la tipica onestà cadorina, l’architetto Bortolo Mainardi fa capire che, ad oggi, siamo nell’impossibilità di realizzare il prolungamento dell’A27 fino alle porte del Cadore, perché mancano le risorse.

«Ha ragione, ma fino a un certo punto. A mancare è soprattutto il consenso».

Quello degli ambientalisti?

«Non solo, anche quello, per esempio, del presidente Durnwalder e di altri amministratori. Se ci fosse questo consenso, le risorse per completare la Venezia-Monaco non sarebbe così difficile trovarle. Gli investitori sanno che questa sarebbe l’autostrada del business, sia commerciale che turistico. Quindi il project finanzing o altri strumenti non sarebbe difficile individuarli e concretizzarli».

Il prolungamento da Pian di Vedoia a Macchietto non è oggi proponibile perché, come dice l’architetto Mainardi, non è praticabile il project financing in presenza di pedaggi quando mai contenuti?

«Ribadisco, Mainardi ha ragione. Io insisto per rilanciare questa prospettiva infrastrutturale nel suo complesso. Spero che arrivino tempi migliori. D’altra parte, il Veneto consegna a Roma 16 miliardi di euro che vanno in mille rivoli. Se con in federalismo potessimo spenderli noi, saprei bene dove collocarli».

Mainardi ha riserve anche sulla Tav. Invita a riconsiderare questo investimento, alla luce, appunto, delle disponibilità.

«Non ha tutti i torti. È vero, la Ferrovia oggi è utilizzata solo al 40%. Noi dobbiamo lavorare per fare la Tav, ma anzitutto per valorizzare quello che c’è già».

Presidente, non riesce a trovare neppure i 3 milioni che servono per fare la funivia del monte Rite, come sollecita Messner?

«Dico a Messner che mi dispiace molto non essere il suo presidente, Durnwalder».

Se lo fosse?

«Se lo fossi, il grande Messner avrebbe già la funivia, magari anche con le pulegge dorate. Purtroppo siamo in Veneto. E, sinceramente, come sostiene il sindaco di Cibiana, prima della funivia bisognerebbe fare il ponte di collegamento con Venas».

Per l’abbattimento dei cervi in sovrannumero dell’altopiano del Cansiglio, però, non mancano le risorse. Gli allevatori suoi amici, e così pure i sindaci, non le perdonano di fare l’ambientalista, anzi l’animalista.

«Io animalista?! Il Cansiglio ha un grandissimo valore. La soluzione dei suoi problemi non passa per la campagna di abbattimento dei cervi. È vero, ce ne sono troppi, meno però che un anno fa. Dobbiamo semmai catturarli e portarli altrove, in altri parchi».

Costa troppo.

«Verificheremo. Il messaggio che uscirebbe da una caccia, che sia di selezione o meno, è che si fa razzia si fa razzia dei bambi. E questo non va bene, io non mi assumo la responsabilità di aver ucciso anche un solo bambi».

L’alternativa?

«Calcoliamo il danno e risarciamo gli allevatori. I miei tecnici dicono che se i cervi mangiassero anche tutto il fieno dei pascoli sui terreni della regione il danno sarebbe di 70, 80 mila euro. M’impegno a trovare una soluzione per il risarcimento. Ma non accetto l’abbattimento che rischierebbe di essere venduto come una carneficina, sarebbe un pessimo sistema per comunicare la bellezza del Cansiglio e il valore dell’Alpago».

Tratto da: Corriere delle Alpi

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