TARLevante – Nuova vittoria degli ambientalisti davanti al Tar e nuova sconfitta dei cacciatori. La seconda sezione del tribunale amministrativo sospende il prolungamento dal 20 al 31 gennaio della stagione di caccia ad una dozzina di specie di uccelli selvatici. Inoltre, con un secondo provvedimento, lo stesso Tar ligure si è ulteriormente espresso anche sull’esercizio della caccia a femmine e giovani di capriolo nella sola Provincia di Genova, anche in questo caso accogliendo le istanze delle associazioni patrocinate dallo studio legale di Daniele Granara.

Per le cinque associazioni ambientaliste (Wwf, Lac, Verdi Ambiente e Società, Lipo e Lav) si tratta dell’ennesima vittoria legale: «Il tempo delle furbate elettoralistiche calibro 12 è finito; noi continuiamo a vigilare incessantemente sui provvedimenti sbagliati presi da via Fieschi», dicono facendo riferimento alle ultime scelte votate dal consiglio regionale.

In pratica sono stati azzerati gli effetti del blitz dello scorso 15 gennaio, con cui la Regione, su proposta di alcuni consiglieri (cacciatori) di Lega Nord e Partito democratico, aveva licenziato in tempo record una delibera per allungare dal 20 al 31 gennaio i periodi di caccia di alcune specie migratrici: tordo bottaccio, tordo sassello, cesena, oltre ad alcuni uccelli acquatici rarissimi nella nostra regione (alzavola, codone, folaga, gallinella d’acqua, pavoncella , fischione, mestolone, moriglione, marzaiola, beccaccino).

Le associazioni ambientaliste avevano aspramente criticato il comportamento del consiglio regionale, definendolo sprezzante quanto illegittimo. «C’è un parere obbligatorio nettamente negativo, dell’aprile 2012, reso dall’istituto superiore per la ricerca ambientale alla Regione Liguria, che sconsiglia di cacciare i tordi dopo la prima decade di gennaio, e gli uccelli acquatici dopo la fine di dicembre; la commissione faunistica venatoria regionale non era stata neppure consultata, e il provvedimento assumeva pertanto il sapore della classica elargizione preelettorale al solito gruppetto di amici; queste cacce sono praticate in Liguria, infatti, da pochissime centinaia di persone in questo periodo di fine inverno, anche se il danno può essere sensibile».

Tratto da: IlsecoloXIX

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