Lupi-menaggioGORIZIA. Il lupo torna a fare capolino sul Carso goriziano. A confermarlo sono i risultati di uno studio dell’Università di Lubiana, denominato “Slowolf”, che verranno presentati ufficialmente nei prossimi giorni. Alcuni esemplari sono stati dotati di radiocollare per seguirne gli spostamenti e ciò ha permesso di rilevarne la presenza anche nelle zone boschive del Carso che si trovano al di qua del confine.

Una notizia sicuramente positiva per la biodiversità del territorio isontino e che assume una valenza notevole anche sotto il profilo storico visto che nel secolo scorso e prima ancora nell’Ottocento il lupo era stato letteralmente sterminato tanto che dall’ultimo dopoguerra si era pensato che nella vasta area che va dal Carso fino alle zone forestali di Tarnova e dintorni fosse ormai estinto. In passato questo straordinario animale, che per millenni ha rappresentato un “nemico” dell’uomo alimentando leggende e suggestioni popolari, poteva costituire una minaccia per le attività umane e in particolare per pastorizia e allevamento. Ma ora i tempi sono cambiati tanto che i lupi non solo vengono visti come un tesoro per la biodiversità, ma anche come una risorsa utile per contribuire alla “gestione” del territorio.

Addirittura, la Provincia di Gorizia è pronta ad appoggiare un piano di reinserimento del lupo che, negli auspici, potrebbe favorire il contenimento della diffusione incontrollata dei cinghiali, problema che da tempo affligge le zona collinari attorno al capoluogo isontino.

«Anzitutto il ritorno del lupo anche nel nostro territorio rappresenta una notizia positiva sotto il profilo della biodiversità – conferma l’assessore provinciale all’ambiente, Mara Cernic -. Questo studio dell’Università di Lubiana ha permesso di stimare una presenza, prevalentemente sul Carso sloveno, di un totale che va dai 30 ai 50 esemplari. Ma i radiocollari hanno confermato che ci sono costanti incursioni al di qua del confine. Del resto per secoli il lupo era un animale delle nostre terre e ora sarebbe bello poterne consolidare la presenza dopo che era stato considerato praticamente estinto a causa degli abbattimenti intensivi. Inoltre, la sua presenza può diventare utile anche per il problema cinghiali».

«Da sempre il lupo è un nemico naturale dei cinghiali – aggiunge l’assessore Cernic – e questi ultimi hanno potuto proliferare in questi anni anche per l’assenza dei lupi, creando lo squilibrio che ha portato al boom dei suini selvatici. Per questo stiamo pensando di contribuire a un progetto mirato anzitutto ad evitare che il lupo sia di nuovo messo in pericolo, un problema che in Slovenia è ancora sentito specie tra gli allevatori, in particolare di pecore, e i cacciatori locali che continuano a vedere questo animale come una potenziale minaccia. Se si riuscirà a proteggere il lupo si potrà contribuire anche a diminuire la presenza dei cinghiali nel nostro territorio e nel modo più naturale possibile».

di Piero Tallandini

Tratto da: Messaggero Veneto

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