cacciatoresparaIl caso della morte del Cervo Belinda continua a scatenare reazioni. Il WWF di Forlì condanna “senza appello l’assegnazione a presunti “sele-controllori” dell’incarico di diradare le popolazioni di ungulati nei territori del crinale tosco-romagnolo. E’ così accaduto che un povero animale indifeso, diventato il beniamino di un’intera comunità, sia stato freddamente e brutalmente ucciso. Questo inqualificabile gesto è probabilmente uno dei tanti che, pur non conosciuti dalla gente, viene compiuto ai danni di esemplari sani e non catalogabili come “sele-controllo””.

“Infatti – insiste il presidente del WWF Forlì – Alberto Conti – i 100 e più cacciatori, “nobilmente”, qualificati con il termine “sele-controllori”, sono nell’ideale, per loro, condizione di esercitare la caccia in modo arbitrario, essendo i controlli su di loro non del tutto efficienti e continui per oggettive difficoltà dato il loro numero elevato. Il WWF ha sempre sostenuto che un eventuale “sele-controllo” debba essere gestito in prima persona delle Istituzioni pubbliche con l’ausilio del Corpo Forestale dello Stato, e non da soggetti in chiaro conflitto di interessi, avendo come primo obiettivo il “divertimento” di massacrare la fauna selvatica. Nel caso in cui il cacciatore responsabile del gesto venisse rinviato a giudizio il WWF Forlì si costituirà parte civile. In ultimo vorremmo far capire a tutti che il pericolo di questi arbitri nefasti potrebbe aumentare ancora se, a capo del Parco delle Foreste Casentinesi Falterona e Campigna, verrà messo un presidente cacciatore, oltretutto se dirigente di una primaria associazione nazionale a tutela degli interessi venatori”, conclude.

Tratto da: Folrì Today

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