Lupi-menaggioUndici lupi morti dall’inizio di gennaio. Colpiti con arma da fuoco, probabilmente avvelenati o finiti dal cimurro. Un bollettino di guerra che arriva dal Parco Nazionale d’Abruzzo. Una guerra che però il Parco non sembra voler rendere nota. Nessun comunicato è stato rilasciato dal Parco da gennaio ad oggi e il Presidente Giuseppe Rossi ha rilasciato delle dichiarazioni alla stampa locale solo quando un lupo ritrovato in cattive condizioni e poi morto all’interno del Parco è stato fotografato dagli abitanti.

Sono undici i lupi morti dall’inizio di gennaio al Parco Nazionale d’Abruzzo. Gaianews.it ha contattato il direttore del Parco Dario Febbo per chiedere conto di questa mattanza che sta avvenendo tenendo all’oscuro l’opinione pubblica.
Come mai? Il direttore del Parco ha spiegato che voleva attendere i referti dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo prima di dare la notizia. Ma in altri casi la notizia del ritrovamento della carcassa di lupi era stata data tempestivamente.

Inoltre, il Direttore ha spiegato che alcuni lupi hanno visibili i fori d’arma da fuoco. Ci chiediamo: anche per questi è necessario un referto? Non è chiaro che il bracconaggio agisce ferocemente nel cuore del Parco Nazionale D’Abruzzo indisturbato?

Per due lupi, ritrovati all’inizio di gennaio, è certa invece la diagnosi di cimurro. Secondo il Direttore Febbo, la presenza del cimurro sui giovani lupi non è un avvenimento troppo preoccupante. Il cimurro viene però segnalato fra le malattie molto pericolose per l’orso marsicano.

Per un’altra parte dei lupi ritrovati morti si ipotizza avvelenamento, ma questo deve essere confermato. Inoltre, sul territorio di Trasacco sono stati rinvenuti 5 cani randagi e anche per questi si ipotizza l’avvelenamento.

Abbiamo chiesto al Direttore se in tutte queste settimane abbia comunicato l’emergenza agli enti competenti. Il direttore ha dichiarato che questa mattina ha interlocuito con il Procuratore della Repubblica di Avezzano. Ma non sono stati avvisati né il Ministero, né il tavolo di Coordinamento del progetto LIFE ARCTOS che si occupa della conservazione dell’orso e neppure il referente scientifico per il Lupo, il professore Luigi Boitani, dell’Università La Sapienza di Roma.

Abbiamo raggiunto il professor Boitani che si è detto stupefatto per essere venuto a conoscenza solo oggi della notizia e non in maniera ufficiale. La situazione per il professore è di una gravità eccezionale e i due casi di cimurro sono indici di un gravissimo rischio sanitario per l’orso. E’ chiaro, ha detto Boitani, che questo è un bollettino di guerra.

Sono di oggi le parole dell’ISPRA sull’orso marsicano: la situazione è molto grave e sarebbero necessari ulteriori sforzi.

Lo scenario che oggi si presenta è però agghiacciante: il Parco è assediato e le minacce avanzano senza incontrare ostacoli.

Siamo certi che nella situazione attuale e con le forze in campo ad oggi ci sia una qualche possibilità di salvare l’orso dall’estinzione?

Federica di Leonardo

Tratto da: GaiaNews

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