Sanzionato dalla Forestale: fucilata troppo vicina alle case dell’abitato. L’uomo abilitato alle uccisioni di «selezione»

belinda 2Multato con una sanzione di 207 euro. La fucilata è stata esplosa nei pressi immediati delle case. Ma quello sparo che ha ammazzato la cerbiatta Belinda era perfettamente regolare. Uccisione consentita dalle norme sulla caccia di selezione. Ovvero quella indirizzata all’eliminazione di predatori che proliferano in modo incontrollato o verso animali malati e malfermi: appunto il caso di Belinda, zoppicante per via di una zampa posteriore mancante. Il grilletto è però stato premuto vicino, troppo vicino, all’abitato di Biserno, il borgo dell’Appennino che aveva adottato la bestiola da quando era cucciola, tre anni fa.

LA FORESTALE – Per questo il cacciatore che ha ammazzato Belinda venerdì 15 è stato sanzionato dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato. Del paesino di settanta anime, la cerbiatta era ben presto diventata il simbolo. Trovata che non aveva più di tre mesi in una stalla che aveva raggiunto chissà come, era cresciuta con il contributo di tutti, come fosse un cane o un gatto di casa. Nutrita con sette od litri di latte giornalieri, giochi continui con i bimbi, poi ospite nelle abitazioni, pasti regolari con gli avanzi dell’unico ristorante di Biserno, oasi di tranquillità che al fine settimana diventa meta di chi da queste parti vuol fare agriturismo, mangiando bene e al fresco del bosco vicino.

LE SCUSE – Poi quella fucilata, che a Biserno è parsa una vera e propria esecuzione. A Corriere.it il cacciatore si è scusato con tutti.«Se l’avessi riconosciuta non avrei mai sparato – ha detto con voce bassa, sembrando sinceramente mortificato –. Le ho dato anche io da mangiare, come tutti». Contrizione che però non ha evitato il rabbioso esposto indirizzato contro di lui dagli abitanti del paese alle forze dell’ordine. E inevitabilmente sono arrivate le guardie della Forestale. «Abbiamo condotto accertamenti scrupolosi» precisa Gianpiero Andreatta, il comandante del Gruppo di Forlì. Escluso, appunto, il reato di bracconaggio: quello sparo era perfettamente regolare.

ABILITATO ALLA SELEZIONE – L’uomo aveva infatti l’abilitazione alla caccia di selezione che prevede corsi e un esame che autorizza l’abbattimento di cinghiali, volpi, nutrie, veri e propri flagelli di animali da allevamento e da cortile e di bestie ammalate o malferme. Proprio il caso di Belinda che, appunto, non aveva una delle zampette posteriori e era visibilmente claudicante e per questo bersaglio facile dei predatori. Lupi e cacciatori.

SPARO VICINO LE CASE – Semmai – è stata la conclusione degli investigatori – la fucilata è stata esplosa troppo vicino alle case. Dentro, quindi, il limite dei 150 metri che delimita la «zona rossa» entro la quale non si può tassatativamente andare a caccia. Per questo è arrivata la multa da 207 euro. Se Belinda fosse stata uccisa oltre oltre il perimetro vietato, non sarebbe giunta nemmeno la sanzione.

Alessandro Fulloni

Tratto da: Corriere.it

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