Le bestiole venivano catturate con un laccio metallico. Denunciati due uomini: padre e figlio

volpi laccioGli inglesi le inseguono e le stanano con una muta di cani. Non meno crudele il metodo scelto da due bresciani (padre e figlio) per cacciare e uccidere volpi: le catturavano con fili metallici finendole poi a martellate. I due sono stati scoperti il 28 aprile dalle guardie ecozoofile dell’Anpana di Brescia: in un cascinale abbandonato della campagna del comune di Calvisano hanno rinvenuto una volpe morta strangolata da un laccio d’acciaio e altri lacci armati pronti per la cattura di altri esemplari. Animali considerati «dannosi» in quanto per sfamarsi non disdegnano di svuotare qualche pollaio.

Dopo un breve appostamento sul luogo hanno sorpreso due uomini intenti ad armeggiare con le trappole. Sulla loro auto un fucile illecitamente modificato (dotato di dispositivo di illuminazione per la caccia notturna); dopo avere avvisato il magistrato è scattata la perquisizione nelle loro abitazioni dove sono state trovati otto cuccioli di volpe congelati e uccisi con un colpo di martello alla testa dopo essere stati catturati al laccio. Oltre ai mammiferi sono stati rinvenuti numerosi volatili protetti uccisi e congelati e numerose armi e proiettili non denunciati.

Per questo G.D. di anni 61 ed il figlio L.D. di anni 32, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per illeciti sulla caccia, sulla detenzione di armi e per maltrattamento e uccisione di animale con l’aggravante del reato di concorso tra i due come previsto dall’art. 697 del codice penale.

Tratto da: Brescia Corriere

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