cap-marzo-2014Nell’editoriale di questo numero, Danilo Liboi ci spiegaperché è necessario lasciare tranquilli gli ungulati durante gli inverni particolarmente nevosi, quindi, dopo la rubrica della posta dei lettori, sempre ricca di consigli e di “dritte” offerte dalle migliori firme italiane di caccia a palla, Andrea Arman, dell’associazione Agut, ci spiega le problematiche derivanti dall’impatto dei cinghiali sulle colture con l’intenzione di chiarire un argomento estremamente spinoso. Danilo Vendrame, scrivendo di caccia di selezione sempre al cinghiale, ci fa capire l’importanza di un efficiente servizio di recupero, calcolando anche che la maggior parte degli animali viene tirata alle ultime luci del giorno.

È quindi il momento di gustarsi uno splendido racconto di Davide Pittavino, alle prese con un becco di camoscio di bosco eccezionalmente furbo, cheverrà abbattuto solo grazie alla ferrea volontà dell’autore.

Franco Perco, con il suo stile sempre molto particolare, conclude con questo numero l’ampia disamina sui rapporti fra la fauna, in particolar modo quella ungulata, e l’uomo portatore in qualche modo di interessi nei confronti della natura.

Dopo un bell’articolo sulla raccolta dei dati biometrici nei centri di controllo o da parte delle persona “formate”, a firma di Ivano Confortini, passiamo alla parte dedicate alle varie attrezzature. IniziaEttore Zanon, che finalmente chiarisce il nebuloso mondo delle palle lead free e monolitiche, quindi Vittorio Taveggia ci racconta l’esperienza vissuta in Germania, a Laubach, dove si è svolto lo Zeiss Event 2014, durante il quale l’azienda tedesca ha presentato una ricca serie di novità importanti. Gianluigi Guiotto ha provato per noi una bolt action di produzione italiana, la mitica Sabatti Rover modello 870 SS, che ha dimostrato anche in questa prova di rappresentare un’ottima scelta. Andrea Forti ci indica una ricarica estremamente precisa e letale per il 9,3×62, calibro straordinario, caricando una Nosler Accubond da 250 grani.

Passiamo a un articolo molto interessante a firma di Rosaria Lucchini (per gentile concessione della rivista dell’Uncza Caccia Alpina) che ci consiglia i migliori modi per trasportare i capi abbattuti cercando di contenere al minimo la contaminazione batterica.

A seguire le pagine riservate al S.C.I. Italian Chapter: Antonio Evangelisti ci porta a caccia di antilopi con l’arco in Namibia.

Parte su questo numero una nuova rubrica curata da Ettore Zanon dove, numero dopo numero, verranno spiegate e comparate le politiche europee di gestione della fauna. Quindi un coinvolgente racconto di Luca Bogarelli su una capra di camosciopresa in compagnia del proprio figlio, una condivisione davvero preziosa.

Giacomo Nicolucci ci riporta a bomba nelle problematiche dei calendari venatori italiani e infine, ciliegina sulla torta, una delle migliori firme di caccia in Africa, Gianni Olivo, ci fa vivere l’emozione dell’incontro ravvicinato con uno dei sogni di molti cacciatori italiani: il bufalo cafro. Buona lettura e buon divertimento a tutti!

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